Il buono e il bello

Martedì 28 si è tenuto il primo incontro del ciclo “Le eccellenze del territorio” promosso dal DCE Urbino e il Montefeltro, intitolato: “Il buono e il bello: innovazione e qualità nell’agroalimentare”.

Ricerca e innovazione sono al centro del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 delle Marche. L’Europa – ha spiegato Bordoni – ha messo al primo posto degli obiettivi dello sviluppo rurale innovazione e conoscenza, riconoscendone l’importanza con lo stanziamento di 900 milioni di euro in 6 anni. Innovazione tecnologica, innovazione di processo, innovazione di prodotto e innovazione sociale. L’importanza della ricerca nell’agroalimentare è molto percepita sul territorio. Molti degli imprenditori che ho incontrato in questi giorni, da Girolomoni a Collesi, ne hanno sottolineato il valore strategico e lamentato la carenza.
Riporto di seguito gli stimoli più interessanti, arrivati in larga parte dagli operatori del settore, trascrivendo dai miei appunti le frasi e gli slogan che mi hanno colpito:
Il territorio parla da solo, oggi abbiamo la consapevolazza che l’entroterra sta sostenendo la costa ed è un orgoglio esserci.
Usciamo dalla sonnolenza dei contributi, è possibile un ritorno alla campagna reinventando l’agricoltura.
Gli agricoltori sono motori dello sviluppo verso il buono e il bello, la qualità dei prodotti va letta in un sistema più ampio.
Il territorio è un insieme di risorse tangibili e intangibili, oggi non c’è solo una crisi economica, ma una crisi di valori. dobbiamo pensare alla ricostruzione con il lavoro e con l’abitudine alla fatica.
I nostri territori devono diventare una EXPO permanente e chi ci vuole conoscere deve venire qui.
Dobbiamo trasmettere non solo un modo di fare agricoltura, ma un modo di vivere, un modello di pensiero.
Il legame agricoltura-territorio come strategia vincente anche nel turismo. Pensate cosa può essere il Montefeltro inserito in un itinerario tematico per sollecitare la curiosità dei visitatori: arte, cultura, natura, gastronomia. Qui c’è tutto il necessario.
Infine sulla cultura.
Se la cultura è qualcosa da relegare al tempo libero, possiamo pensare di fare tagli. ma se invece cultura e arte sono parte di quello che siamo, al pari del cibo, allora tagliare lì sarebbe come mettersi a costruire una casa e, in mancanza dei mattoni necessari per arrivare al tetto, prenderli dalle fondamenta.
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