Mobilità intermodale, dati aperti e digitale

Mart mobilityLe Marche hanno infrastrutture a rastrello. Questo vale tanto per la rete stradale e ferroviaria quanto per le infrastrutture di comunicazione perchè è legato all’orografia del territorio. Sulla costa è relativamente facile fare autostrade, ferrovie e cavidotti. Così le dorsali sono sulla costa e da quelle si dipartino come denti di un rastrello i rami che raggiungono l’entroterra risalendo le vallate.

Molte delle reti hanno denti talmente radi che nella provincia di Pesaro e Urbino non ce ne sono. Verso l’entroterra non ci sono rami autostradali, non ci sono linee ferroviarie e c’è un solo tratto di strada a percorrenza veloce che da Fano raggiunge Canavaccio e Acqualagna. In Provincia non abbiamo neppure porti e aeroporti: il porto più vicino è ad Ancona, gli aeroporti più vicini a Falconara e in Emilia Romagna.

Urbino è co-capoluogo di Provincia, sede dell’unica università e centro storico Unesco. La stazione ferroviaria più vicina è a Pesaro. Neppure la dorsale adriatica è servita dall’alta velocità e Pesaro è l’unica stazione della provincia dove fermano i Frecciabianca.
Questo significa che a parte rarissime eccezioni, chi vuole raggiungere Urbino o un qualsiasi altro luogo dell’entroterra da fuori Regione o dall’estero deve affrontare un viaggio decisamente intermodale: aereo o nave, treno ad alta velocità, treno non AV, corriera.

Non ci sono soluzioni alternative neppure sulla carta, ma l’obbligo di rendere disponibili in modalità aperta i dati sui servizi di trasporto pubblico locale e l’avvento di tecnologie digitali in grado di integrare i dati e i servizi di gestori diversi renderà l’intermodalità molto più pratica.

Uno dei maggiori problemi del trasporto intermodale non è infatti il cambio di mezzo, ma la difficoltà di pianificare e acquistare il viaggio. Il turista che voglia raggiungerci dall’estero deve cercare l’aeroporto più vicino e prenotare un volo, quindi cercare la stazione più vicina e prenotare un treno sul sito di Trenitalia, e infine cercare il gestore del servizio di trasporto pubblico locale per trovare una corriera. Diverso sarebbe se Urbino e qualsiasi altro luogo figurassero già da subito tra le mete e che la soluzione di viaggio completa venisse proposta in automatico, con coincidenze e possibilità di acquisto di un biglietto unico.

Questa è una rivoluzione alla nostra portata, che cambierebbe drasticamente la fruibilità del trasporto intermodale e la percezione dell’isolamento dell’entroterra, tanto più che l’azienda leader nell’integrazione di dati e servizi di mobilità è proprio marchigiana.

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